Giocatori Premier League 2023/24: top e flop del girone d’andata
Premier League 2023/24: Top e Flop Girone d'Andata

Giocatori Premier League 2023/24: top e flop del girone d’andata

Sintesi:

La top 11 e la flop 11 dei giocatori che hanno spiccato maggiormente, rispettivamente in positivo e in negativo, nel girone d’andata della Fantasy Premier League 2023/24.

Giunti alla fine del girone d’andata facciamo una puntata speciale della rubrica nella quale selezioniamo la top 11, la flop 11 e le 11 rivelazioni, non necessariamente in ottica FPL, di questa prima metà di stagione.

Potete trovare questo contenuto anche sulla pagina Facebook degli amici di NonSoloPremier.

Top 11 (4-4-2)

Alisson (LIV)

Il portiere brasiliano è stato insufficiente solo contro il City, per il resto ha sempre dato sicurezza al reparto e ha portato diversi punti con alcuni interventi fondamentali.

Pedro Porro (TOT)

L’esterno spagnolo sembrava poter avere problemi, soprattutto difensivi, nella linea a 4, invece il modo di giocare di Postecoglu ne nasconde i difetti e ne esalta le doti tecniche e di spinta.

Saliba (ARS)

Con Gabriel inizialmente in panchina, è stato il centrale francese a guidare il reparto con grande continuità di rendimento e senza sbavature.

Akanji (MCI)

Con Stones sempre infortunato e Gvardiol non pienamente inserito, lo svizzero ha giocato quasi sempre titolare senza grosse sbavature e con un paio di reti.

Alexander Arnold (LIV)

L’inizio stagione sembrava sullo stesso livello dello scorso anno, ma poi si è rivisto il vero Trent che agisce sia da terzino che da regista arretrato portando gol e assist.

Salah (LIV)

Forse non è più il Salah di qualche anno fa, ma se il Liverpool è nelle prime posizioni il merito è per gran parte dei suoi gol e dei suoi assist.

Rice (ARS)

Pagato a caro prezzo dai Gunners, ha dimostrato di valere quei soldi integrandosi perfettamente nella squadra di Arteta con un rendimento continuo impreziosito da qualche gol pesante.

Maddison (TOT)

Reduce da una stagione opaca a livello individuale e disastrosa a livello di squadra, è diventato in poco tempo il faro della manovra offensiva Spurs con gol e assist fino all’infortunio.

Bowen (WHU)

La scorsa stagione in Premier aveva un po’ deluso non ripetendo i numeri dell’anno precedente. Quest’anno invece segna con grande regolarità ovviando alla mancanza di un vero centravanti negli Hammers.

Haaland (MCI)

Forse il norvegese, complice anche l’infortunio, non ha strabiliato come nella scorsa stagione ma per far capire la sua importanza basta dire come sia il capocannoniere del campionato nonostante non abbia giocato le ultime 4 giornate.

Watkins (AVL)

Se l’Aston Villa respira aria di alta classifica, buona parte del merito è del centravanti inglese, che forse si è mangiato qualche gol di troppo, ma che nei momenti decisivi ha sempre risposto presente con gol o assist.

Allenatore: Emery (AVL)

Pensando dove ha preso l’Aston Villa, nemmeno il più ottimista dei tifosi Villans avrebbe immaginato ora di vedere la squadra di Birmingham a lottare per i primi posti.

Flop 11 (3-4-3)

Onana (MUN)

Preso al posto dell’ottimo De Gea per la bravura con i piedi, ha dimostrato come per prima cosa un portiere dovrebbe sapere usare le mani.

James (CHE)

Doveva essere la stagione del riscatto per il terzino inglese e invece lo hanno visto più i fisioterapisti di Pochettino: poche presenze in campo tra cui la prestazione con espulsione a Newcastle.

Varane (MUN)

Con il suo acquisto si pensava che lo United avrebbe sistemato la difesa per anni e invece il francese ogni anno offre un rendimento sempre peggiore tanto che è finito anche in panchina per scelta tecnica.

Stones (MCI)

La sua posizione ibrida tra difesa e centrocampo era stata la chiave per il treble della scorsa stagione, quest’anno si è principalmente sdoppiato tra panchina e infermeria.

Antony (MUN)

Per lui bastano le parole di Roggero in telecronaca: “deve avere qualche foto compromettente di Ten Hag, altrimenti non si spiega come possa giocare nello United”.

Caicedo (CHE)

Protagonista di un’asta milionaria in estate tra Chelsea e Liverpool, con le sue prestazioni ha fatto felici i tifosi dei Reds.

Rashford (MUN)

Lo scorso anno era stato quello del ritorno a grandi livelli dell’esterno dei Red Devils e quest’anno si attendeva la sua consacrazione. Missione fallita con due soli gol e tante prestazioni imbarazzanti.

Martinelli (ARS)

Rivelazione della scorsa stagione, quest’anno non ha praticamente mai brillato realizzando solo due reti e soffrendo la presenza di Trossard.

Darwin (LIV)

Ci fosse ancora il vecchio Mai Dire Gol vincerebbe il Pippero più di quanti Palloni d’Oro abbia vinto Messi.

Hojlund (MUN)

Lo United ha investito tanto sul danese per sistemare definitivamente il problema centravanti. Vero che Hojlund è sempre stato poco servito dai compagni ma chiudere con una sola rete al giro di boa è un bottino nettamente insufficiente.

Jackson (CHE)

Vero che ha comunque segnato 7 reti, ma è stato soprattutto croce e poco delizia nell’attacco dei Blues con tanti errori clamorosi.

Allenatore: Pochettino (CHE)

Aveva un compito facilissimo: fare meglio della scorsa disastrosa stagione. Sta gettando le basi per fare peggio.

Rivelazioni (4-4-2)

Vicario (TOT)

Il salto Empoli-Tottenham era bello grande e in tanti dubitavano sul portiere italiano e sul suo ambientamento in una grande squadra e in un campionato fisico. Dubbi spazzati via a suon di miracoli.

Doughty (LUT)

La tattica del Luton per salvarsi è corsa, grinta e gol sui piazzati. E chi li batte i piazzati? Ma ovviamente Doughty, che col suo piede ha già servito diversi assist e che si fa valere anche come stantuffo sulla fascia.

Pau (AVL)

Con l’infortunio di Mings e il recupero incerto di Diego Carlos, i Villans sembravano poter aver problemi in difesa. Invece il centrale spagnolo col suo maestro Emery si è subito ambientato risultando bravo difensivamente e utile in fase di impostazione.

Branthwaite (EVE)

Crescita pazzesca per questo ragazzo che è tornato maturato tantissimo dal prestito in Olanda; posto da titolare conquistato velocemente e impossibile da togliergli vedendo le prestazioni.

Udogie (TOT)

Arrivato nell’indifferenza generale, nessuno sapeva se sarebbe rimasto o sarebbe stato girato in prestito. Invece il terzino italiano ha preso la maglia da titolare da subito e con la libertà concessa ai terzini da Postecoglu ha potuto mettere in evidenza anche le doti offensive.

McNeil (EVE)

Già al Burnley e lo scorso anno nei Toffees aveva mostrato ottime doti, ma quest’anno il mancino sta trovando quella continuità di rendimento e soprattutto di gol e assist che sembrava avere in canna ma che non aveva mai dimostrato.

McGinn (AVL)

Motorino inesauribile per i Villans, lo scozzese ha vissuto una prima parte di stagione pazzesca con decine di chilometri percorsi ogni partita e gol pesantissimi.

Hwang (WOL)

Due anni fa sembrava un prospetto interessante ma poi la scorsa stagione il coreano aveva deluso profondamente. Con O’Neil, in un ruolo ibrido tra centrocampo e attacco, è rinato dimostrandosi spesso letale in area di rigore.

Gordon (NEW)

Il talento scuola Everton è stato l’anima del Newcastle con continue sgasate sulla fascia spesso coronate da gol o assist per i compagni.

Mbeumo (BRE)

In assenza di Toney, le Bees si aggrappavano al suo sinistro per sperare in buoni risultati. E il giocatore del Camerun non ha deluso con un rendimento e uno score mai visti in tutta la sua carriera.

Solanke (BOU)

Lo scorso anno l’attaccante delle Cherries si era messo in mostra per il suo spirito di sacrificio al servizio dei compagni. Quest’anno invece molti meno assist per lui ma un killer instinct letale in area di rigore.

Allenatore: Postecoglu (TOT)

Alzi la mano chi non ha strabuzzato gli occhi quando gli Spurs hanno annunciato questo manager australiano. Adesso invece tutti strabuzzano gli occhi per il gioco frizzante e offensivo che ha portato il Tottenham nelle posizioni di vertice.

Partecipa alla discussione

Newsletter