Proseguiamo con la rubrica nella quale selezioniamo la top 11 e la flop 11 della Matchweek appena trascorsa, composte rispettivamente dai giocatori che si sono maggiormente distinti in positivo e in negativo, non necessariamente in ottica FPL, nei match dell’ultima giornata del campionato di Premier League.
Top 11 (4-2-3-1)

Ramsdale (SOU)
Si può mettere un portiere che ha preso 4 reti in top 11? Certamente, perchè senza di lui in porta il Brighton avrebbe potuto terminare anche in doppia cifra…
Munoz (CRY)
Solita prova da stantuffo di fascia per l’esterno delle Eagles; buono il contenimento su Robinson con la ciliegina del gol del 2-0.
Wan Bissaka (WHU)
Partita perfetta del terzino inglese che in fase difensiva non concede niente ed in avanti sa far male come in occasione dell’assist del gol della vittoria.
Branthwaite (EVE)
Hojlund non è sicuramente il peggior cliente della Premier, però il centrale inglese è praticamente perfetto in ogni intervento.
Hall (NEW)
La rimonta del Newcastle passa dalla sua spinta a sinistra che porta alle prime 3 reti dei Magpies.
Damsgaard (BRE)
Ancora una volta illumina la scena con le sue giocate; le azioni del Brentford partono dai suoi piedi che portano a casa anche stavolta due assist.
Szoboszlai (LIV)
Prova illuminata dell’ungherese che è presente in tutte le azioni offensive dei Reds con corsa ed inserimenti.
Johnson (TOT)
L’esterno gallese ritrova un posto tra i titolari e fa subito vedere di essere tornato con una bella doppietta.
Asensio (AVL)
Schierato titolare come trequartista dei Villans, nel primo tempo non si vede molto ma nella ripresa decide il match con una doppietta.
Georginio (BHA)
Elemento molto sottovalutato nell’affollato reparto offensivo dei Seagulls, ma l’ex Leeds con le continue corse di raccordo fra centrocampo e attacco è fondamentale; stavolta trova anche il gol.
Cunha (WOL)
La salvezza dei Wolves passa per gran parte dai piedi del brasiliano, sempre decisivo anche in una partita come quella di Bournemouth dove si mette meno in mostra del solito.
Flop 11 (4-4-2)

Jorgensen (CHE)
Sembrava aver conquistato il posto tra i pali ed averlo confermato anche a Birmingham con alcuni ottimi interventi, fino alla paperona colossale sul gol del 2-1.
Godfrey (IPS)
L’ex Atalanta torna titolare, ma l’esperimento dura solo 45 minuti in cui Son fa quel che vuole (tra cui due assist) dalla sua parte.
Zabarnyi (BOU)
Il suo intervento non vuole essere cattivo, ma sta di fatto che col suo cartellino rosso compromette il match per i suoi.
Okoli (LEI)
Dopo alcuni bei match, il centrale italiano sbaglia praticamente qualsiasi cosa sia in fase difensiva che con il pallone tra i piedi.
Aina (NFO)
Soffre terribilmente nei primi 45 minuti le continue sovrapposizioni di Hall e non riesce mai a mettere una pezza.
Adama (FUL)
Partita praticamente evanescente dell’esterno spagnolo che non trova mai gli spazi per far valere la sua potenza.
Aribo (SOU)
Nella pochezza dei Saints, tocca a lui emergere in negativo per l’inconsistenza mostrata in mezzo al campo e l’errore che porta al secondo gol.
De Bruyne (MCI)
Il tiraccio svirgolato alla fine del primo tempo descrive bene la stagione del City e, purtroppo, il crollo del rendimento di uno dei simboli del ciclo vincente di Guardiola.
Lewis Skelly (ARS)
Entra al posto del pessimo Calafiori e riesce a fare addirittura peggio prendendosi un ingenuo cartellino rosso dopo pochi minuti.
Hojlund (MUN)
Altra prova negativa del centravanti danese, controllato senza problemi dalla difesa dei Toffees.
Archer (SOU)
Rispolverato titolare da Juric, il suo apporto è praticamente nullo.








